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Il Decreto Ministeriale del 25/11/1994 fissa come obiettivo di qualità per gli IPA il valore giornaliero medio annuale di 1 ng/mc in riferimento al benzo(a)pirene. In effetti il BaP si ritiene al momento il più tossico fra gli IPA comuni ed anche se è rinvenuto a concentrazioni modeste, è quello che contribuisce maggiormente alla tossicità totale. Il BaP viene quindi utilizzato come una misura surrogata ed il suo valore di concentrazione è preso come termine fondamentale di riferimento per valutare la qualità dell’aria.

Il D.Lgs 626/94 considera "cancerogeni" i "lavori che espongono agli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) presenti nella fuliggine, nel catrame, nella pece, nel fumo o nelle polveri di carbone".

Il DM n.163 del 21/04/1999 individua i criteri ambientali e sanitari in base ai quali i Sindaci possono limitare la circolazione  degli  autoveicoli  per  migliorare  la  qualità dell’aria nelle aree urbane; sono presi in considerazione anche gli IPA.

Il Decreto Legislativo n.351 del 04/08/1999 recepisce la Direttiva Europea 96/62/CE e prevede nell’elenco degli inquinanti atmosferici da considerare nel quadro della valutazione e della gestione della qualità dell’aria ambiente anche gli Idrocarburi Policiclici Aromatici.

Il Decreto n.124 del 25/02/2000 pone 0,1 mg/mc come valore limite orario di emissione in atmosfera per gli impianti di incenerimento e di coincenerimento dei rifiuti pericolosi.

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 434 del 23/11/2000 recepisce la Direttiva Europea 98/70/CE relativa alla qualità dei combustibili e limita il contenuto di IPA nei combustibili diesel.

La Direttiva Europea 2004/107/CE concernente l'arsenico, il cadmio, il mercurio, il nichel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell'aria ambiente è stata recepita dal Decreto Legislativo 152/2007.

Per quanto riguarda l’igiene occupazionale, in genere l’ACGIH (American Conference of Governmental Industrial Hygienists) non indica alcun valore limite specifico inerente i singoli IPA. Solamente nel caso di benzo(a)pirene, benzo(a)antracene, benzo(b)fluoroantene e crisene specifica chiaramente che l’esposizione in tutti i casi dovrebbe essere attentamente controllata per mantenere i livelli più bassi possibili. I prodotti volatili del catrame e della pece di carbone hanno come TLV-TWA 0,2 mg/mc.

L’Occupational Safety and Health Administration (OSHA) ha stabilito un limite di 0,2 mg di IPA per metro cubo di aria.

Il National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH) raccomanda che i livelli nell’aria dei prodotti volatili del catrame si inferiore a 0,1 mg/mc per un giorno lavorativo di 10 ore nell’ambito di 40 ore settimanali di lavoro.

caratteristiche
sorgenti
diffusione
effetti sull'uomo
 
 
 


DM 25-11-1994

DM 21-04-1999

DL 351 04-08-1999

DPCM 23-11-2000

Dlg 152-2007
allegati 152-2007