Le
piogge acide danneggiano l’intero patrimonio vegetale
del pianeta: in molte parti dell'Europa e del Nord America,
come anche in Brasile, le piante vengono danneggiate in modo
più o meno grave. Se non interverranno delle inversioni
di tendenza entro 10-20 anni molte foreste nel mondo saranno
completamente distrutte, e questo provocherà localmente
l'espansione del fenomeno carsico (cioè la penetrazione
dell'acqua nel sottosuolo), la siccità, la progressiva
aridità dei suoli, l'aumento della possibilità
di inondazioni e il cambiamento del clima.
L’aggressione
nei confronti delle piante è duplice. Può avvenire
attraverso le foglie oppure attraverso modificazioni nella composizione
chimica del terreno.
Le
foglie rappresentano le parti della pianta più esposte
e vulnerabili all’azione degli inquinanti dell’aria
in quanto rappresentano la sede degli scambi gassosi. Attraversando
gli stomi i gas penetrano all’interno delle foglie dove
vanno a sciogliersi nel velo liquido intercellulare che permea
le pareti delle cellule del mesofillo. Da qui si diffondono
nella foglia dove si possono accumulare in concentrazioni tossiche.
Gli
effetti di gran lunga più dannosi sono dovuti all’anidride
solforosa.
L’inquinamento da biossido di azoto viene considerato
di minore importanza in quanto provoca dei danni alla vegetazione
solo a concentrazioni molto più alte della SO2;
i sintomi sono comunque
simili a quelli descritti per l’anidride solforosa (vedi
nella sezione degli inquinanti principali).
Quando
gli inquinanti acidi (soprattutto anidride solforosa) arrivano
al terreno sottoforma di precipitazioni o di deposizioni secche
allora si attua l’acidificazione del suolo (per maggiori
informazioni vedi il paragrafo successivo). Nel terreno si libera
lo ione alluminio che è in grado di sostituire il calcio
dai suoi siti di legame sui peli radicali delle piante; avviene
una diminuzione dell’apporto dei nutrienti e la pianta
si indebolisce notevolmente, esponendosi all’attacco di
insetti, malattie e variazioni climatiche eccessive. Questi
fenomeni si evidenziano particolarmente nelle zone dove il suolo
è più sottile e nelle aree nelle quali le piante
sono maggiormente esposte alle intemperie (come l’alta
montagna).