L’esposizione
al benzene avviene essenzialmente per inalazione (circa il 99%
del benzene assunto), per contatto cutaneo o per ingestione
(consumo di cibo o di bevande contaminate).
Gli effetti tossici provocati da questo composto organico hanno
caratteristiche diverse e colpiscono organi sostanzialmente
differenti sulla base della durata dell’esposizione.
Gli
effetti tossici acuti sono in genere dovuti
a contatto per inalazione o per via cutanea e si presentano
per lo più a causa di fughe o versamenti in ambienti
di lavoro. Brevi esposizioni di 5-10 minuti a livelli molto
alti di benzene nell’aria (10000-20000 ppm) possono condurre
alla morte. Livelli di concentrazione più bassi (700-3000
ppm) possono causare giramenti, sonnolenza, aumento del battito
cardiaco, tremori, confusione e perdita di coscienza. Concentrazioni
minori ma più prolungate nel tempo possono alterare la
memoria e certe capacità psichiche.
Il benzene è anche responsabile di disturbi e di un effetto
irritante sulla pelle e sulle mucose (oculare e respiratoria
in particolare).
L’ingestione di cibi e bevande che contengono alti livelli
di benzene possono causare il vomito, irritazione allo stomaco,
giramenti, sonnolenza, convulsioni, aumento del battito cardiaco,
coma e morte.
Gli
effetti tossici cronici sono invece dovuti
a periodi di esposizione molto lunghi e a basse concentrazioni.
Il benzene si distingue, per l’uomo, per la sua grande
tossicità per le cellule sanguigne e gli organi che le
producono (soprattutto midollo osseo). Gli effetti si manifestano
solitamente in funzione delle dosi di benzene alle quali il
soggetto è stato esposto, e possono variare dalla semplice
anemia alla diminuzione simultanea dei globuli rossi, dei globuli
bianchi e delle piastrine (pancitopenia, molto rara nei paesi
sviluppati dove i livelli di esposizione sono stati ridotti
per la maggiore tutela della salute).
L’affezione che preoccupa di più, sia a livello
professionale che ambientale, è la comparsa del cancro
del sangue dovuta all’esposizione ripetuta a concentrazioni
di benzene di qualche ppm per più decine di anni. Diversi
studi hanno messo in evidenza il pericolo di contrarre la leucemia
mieloide o altre forme di cancro. L’insorgere di queste
malattie si manifesta più frequentemente in seguito ad
esposizioni basse e continuate piuttosto che elevate e intermittenti
(picchi di inquinamento) e sono solitamente precedute dalle
anomalie sanguigne già descritte in precedenza.
L’esposizione al benzene è stata anche collegata
al danno ai cromosomi, la parte delle cellule responsabile dello
sviluppo delle caratteristiche ereditarie e a danni a livello
degli organi riproduttivi.
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