Questa
tecnologia si è affermata solo nel corso degli ultimi vent'anni
ed è quindi relativamente nuova se paragonata alle altre
già citate. La sua diffusione è sostanzialmente
dovuta al fatto che permette di depurare grandi flussi d’aria
caratterizzati da un’alta contaminazione di polveri, può
operare a caduta di pressione costante e, a parità di rendimento,
occupa sensibilmente meno spazio degli impianti di filtrazione
tessile dotati di altri dispositivi di pulizia.
Nei sistemi di abbattimento con pulizia a getto d’aria compressa,
le maniche filtranti sono collegate ad un supporto tubolare vicino
alla sommità dell’impianto; sono
chiuse sul fondo, aperte alla sommità e rinforzate all'interno
da un’intelaiatura metallica che funge da sostegno e che
previene il collasso interno dei filtri. Il flusso dell’aria
contaminata è sempre diretto dall’esterno verso l’interno
delle maniche. L’aria che attraversa il materiale filtrante
penetra all’interno delle maniche e risale verso l’apertura
posta in cima; poi defluisce all’esterno dell’impianto
attraverso un condotto apposito. Il particolato invece si deposita
sulla superficie esterna dei filtri.
La
pulizia del sistema prevede l’immissione all’interno
di un’intera fila di maniche di un rapido getto di aria
compressa per un periodo di tempo variabile tra 0,03 e 0,1 secondi.
Il getto provoca un’onda di pressione che si trasmette velocemente
fino al fondo di ogni manica. L’onda fa scuotere il materiale
filtrante e questo provoca la frantumazione dello strato di polvere
accumulata e la sua caduta in una tramoggia di raccolta sottostante. |